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Gruppi di Studio

E' con piacere che inauguriamo questa nuova sezione del forum, quella che segue è una breve relazione dell'incontro svoltasi a Bologna il 5 Ottobre, attendiamo interventi e sarebbe auspicabile che questo spazio possa servire come strumento per confrontarsi, scrivere, condividere idee su questo argomento.

Nella mattinata si è cercato di definire la motivazione che ha portato al progetto relativo ai GDS, confrontandoci su quali dovessero essere gli obiettivi dei Gruppi.
Ogni Sede rappresentata ha esposto su quanto fatto autonomamente in passato in ambito di ricerca extra-corsi, con particolare riferimento alle cause sia dei successi sia dei fallimenti. Tra le principali cause di non-funzionamento dei gruppi si sono evidenziate soprattutto:
•    la mancanza di un leader;
•    la mancata abitudine (non invogliata dalla Scuola Professionale…) alla ricerca extra-corso;
•    la mancanza di obiettivi ben definiti.

Nel pomeriggio si è arrivati a definire alcune caratteristiche dei futuri Gds:

A)    organizzazione: ogni sede o gruppo si organizzerà autonomamente (frequenza degli incontri, costo per partecipazione, esperienza minima dei partecipanti, etc.); si è deciso che in ogni gruppo un incaricato stilerà una relazione per documentare il lavoro svolto;

B)    tema: dopo aver definito a ruota libera diversi possibili temi, sono state sintetizzate 4 “macro-aree” di ricerca (percorsi energetici; piani di lavoro; intenzione/atteggiamento; pressione).
All’interno di queste è stata scelta quella di maggior interesse, che è risultata essere
Intenzione/Atteggiamento
Il tema di studio è rimasto volutamente generico, affinché ogni gruppo possa svilupparlo in base ai propri punti di vista, predisposizioni, interessi, conoscenze.

C)    prossimi incontri: è stato fissato per il 14/15 marzo 2009, presso la Sede di Bologna, il prossimo incontro dei GDS. Ci si confronterà sul lavoro sviluppato sino a tale data, e si decideranno le linee future.
Probabilmente la settimana esperienziale 2009 avrà per tema il lavoro dei GDS.

D)    “pubblicità”: in questa fase iniziale si cercherà soprattutto di rendere noto al maggior numero di soci – tramite lettere alle Sedi, spazi sul sito e sulla rivista – l’esistenza del progetto, con l’obiettivo di creare nuovi gruppi o rafforzare quelli potenzialmente evidenziatisi a Bologna.
Successivamente tutto il materiale prodotto sarà divulgato nel modo più ampio possibile, come base per un continuo approfondimento.

Per ulteriori informazioni potrete rivolgervi alla Sede di Bologna referente Marcello Marzocchi

051464714

Augurando a tutti un intenso viaggio di studio, rimango in avida attesa di leggere interventi.

Livio

Foto di Roberto Calcagnile

Cari e numerosi lettori del

Cari e numerosi lettori del forum,

un veloce aggiornamento sulla situazione dei Gruppi di Studio e Ricerca in Accademia.

L'incontro di Bologna programmato per marzo non si è tenuto, per "scarsa partecipazione".

Nonostante ciò, un piccolo nucleo di Gruppi costituiscono uno "zoccolo duro" che continua a lavorare. A Lamoli, in occasione del seminario dell'1/2/3 maggio, sarà presentato quanto sperimentato sino ad ora.

Credo possa essere un buon punto di partenza e/o ripartenza. Partenza per chi è incuriosito dal progetto e vorrebbe provare ad inserirsi; ripartenza per i dubbiosi, indecisi, "ma, si, però" che vorrebbero ma....

Detto ciò, provate a valutare se vale la pena recarsi a Lamoli per vedere si cosa si tratta.

In più, il seminario è gratuito, il posto è bello e si mangia bene...

Saluti & baci.

Marcello

GRUPPI DI STUDIO

Ciao Marcello.Finalmente riesco ad entrare!

Mi dispiace molto non essere venuta a Bologna, ma, grazie a Claudia di Cesenatico, ho potuto seguire da lontano.

parlavo giusto ieri con Isabella della questione gruppi di studio. Come sai, avendone discusso ad aprile all'Assemblea Nazionale, sia io che lei siamo entrambe interessate ad approfondire e portare avanti l'iniziativa, rendendoci conto dell'importanza che che essa può avere per TUTTI.

Devo essere sincera... sia io che Isa, venute a conoscenza dell'argomento di studio, ci siamo interrogate su quale potesse essere il nostro apporto a riguardo: non abbiamo avuto alcuna ispirazione!!!

E qui subentra appunto la necessità di confrontarsi con gli altri...

Anche perchè dovrebbe essere chiaro a tutti che gli argomenti dovranno essere trattati in modo "ecumenico", ovvero che non ci saranno leader di gruppo, nè persone che conteranno di più o di meno, o che imporranno l'indirizzo della discussione e delle argomentazioni.

Sembra superflua questa mia precisazione, ma... non si sa mai!!!

La condivisione è quento di più bello vado imparando nello shiatsu e credo sarebbe davvero importante trasferirla anche in un ambito di studio che tutti ci accomuna.

Sto scrivendo di fretta, forse fuori tema, forse non mi sono neanche spiegata bene.

Ma comunque ci sono e - per quello che sono i miei impegni - sono come sempre a disposizione. Mi sono anche riproposta di sviluppare le mie capacità organizzative... chissà che non mi riesca anche questo!!!

Un abbraccio a tutti. Paola Kika

Una domanda che penso sia

Una domanda che penso sia passata per la testa di tutti è: perchè partecipare ad un gruppo di studio?

La Scuola che frequento mi ha dato - o mi sta' dando - una preparazione soddisfacente (altrimenti l'avrei già abbandonata...). Ogni tanto posso fare un qualche seminario integrativo con un prestigioso Maestro (se sono fortunato magari becco anche un "giapponese" o un "caposcuola" di qualche altra nazione...). E' da ormai diversi anni che pratico e quindi, come si dice nel bolognese, "ne sò già a pacchi...". Ho già tante schede da fare, o uke da trattare...

D'altronde noto anche che queste iniziative non sono molto pubblicizzate da istruttori o altri "esperti", e anche quando lo fanno però poi non partecipano...

Dunque? Quanto segue può essere una possibile risposta, pur non ritenendo il "gruppo di studio" l'unico strumento utile per raggiungere gli obiettivi sotto descritti.

Un gruppo di studio può permettermi di provare ad iniziare a rispondere a tutte quelle mille domande che mi pongo (io sono particolarmente zuccone, non sò voi...) in ogni momento della mia formazione e della mia pratica shiatsu: qual'è il senso di quello che faccio, come funziona lo shiatsu, che relazione instauriamo io ed uke, qual'è la pressione "perfetta", funzionano davvero i punti di agopuntura, cosa significa "pressione sostenente", come si esprime la perpendicolarità, il mio atteggiamento come incide nel trattamento, l'intenzione guida davvero il ki, perchè uke non "guarisce", perchè stà decisamente meglio ed io non ho capito niente di quanto ho fatto, cosa accidenti sono questi "modelli culturali", sono meglio i percorsi energetici classici o quelli di Masunaga, etc.

Questa è solo una piccola selezione di possibili domande che - escludendo forse i "grandi" dello shiatsu - il praticante medio si pone. Lavorare insieme in un gruppo, definendo alcuni aspetti di interesse comune, costruendo obiettivi da raggiungere ed elaborando strategie per raggiungerli in una situazione di confronto continuo, credo sia un'aspetto molto bello, interessante ed evolutivo per chi pratica la nostra disciplina.

Sicuramente è più complesso della partecipazione ad un corso e/o un seminario, dove c'è già qualcuno che ci racconta le cose, ma ritengo possa essere altrettanto - se non maggiormente... - determinante nel costruire la qualità e la comprensione ultima di quanto facciamo.

Che ne pensate?

Saluti e baci.

Marcello